giovedì 22 aprile 2010

SPACEMEN 3 - Sound of confusion [Fire records]


Spacemen 3s debut album "Sound Of Confusion", released in 1986, was a blistering affair - establishing their love of the two-chord song and also expressing their admiration for the likes of MC5, The 13th Floor Elevators and The Stooges. Sound of Confusion was 7 tracks of overdriven assault, with a strange bleakness and despair creeping through the hypnotic sprawl. R Hunter Gibson would later say: "It boosts the value of unlit rooms, unpaid debts and unfeigned terror and it would rather tackle the gradients than settle for level best."
(Fire Records)

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Gli ultimi mesi del 2009 sono stati decisamente fertili per le ristampe psichedeliche, dopo il classico della Chocolate Watchband vi propongo una bella ristampa della Fire records riguardante il primo capitolo degli Spacemen 3, debutto all' insegna della tradizione Garage-Psych venato Mc5. Un disco circolare, potente e rivelatore, quasi un' ammissione/tributo alle proprie influenze, rilette in chiave eighties.

mercoledì 21 aprile 2010

CHOCOLATE WATCHBAND - No way out [Sundazed]


A GARAGE-PUNK LANDMARK!
With such classics as " let's talk about girls " and " Are you gonna be there (At the love-in)
The Chocolate watchband's 1967 debut LP is a timeless blast of snarling, adrenaline-driven garage-rock. Original copies of the album have long changed hands for hundreds of dollars
on the collector's market, but Sundazed has now restored it to pristine two-sided vynil, at price you can afford!

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Questo è quello che troverete sull' etichetta dorata che accompagna la ristampa.
Sapreste descriverla meglio?
Sublime

martedì 20 aprile 2010

WHITE STRIPES - Under great white northern lights [Third man]


Per coloro i quali avessero assistito ad un qualsiasi concerto del duo Detroitiano, le opinioni che sto per proporvi potrebbero risultare futili, consci della trance agonistica che rapisce i nostri in sede live. Per tutti gli altri, neofiti e non della band, desidero sottolineare nuovamente come dal vivo i White stripes siano una colata di blues fuso. La raccolta in questione è tratta dall' arcifamoso documentario presentato il 18 Settembre scorso al film festival di Toronto, ora disponibile anche in versione vinilica, in cui le striscie bianche schiacciano in 180 grammi altrettanti modi per mettere a ferro e fuoco una nazione, in questo caso il Canada. Aspettatevi una tracklist da post "Icky Thump" ma sapientemente dosata, tra cavalli battaglia e presentazione di pezzi nuovi (all' epoca 2007). E se siete dei veri buongustai potreste anche farvi un regalo in più, la versione Box ( Foto qui sotto ) contenente lo splendido libro fotografico di Jim Jarmush, un colorato singolo inedito in "7, Cd, Dvd aggiuntivi e altro ancora. Una delizia..


Clicca il box per ingrandirlo

lunedì 19 aprile 2010

DEAD WEATHER - Die by the drop "7 [Third man]


L'uscita di Sea of cowards è imminente, nel frattempo Mr. White mette in pre ordine sul suo store delle meraviglie la prima gemma, godetevelo qui.
Poi correte subito dal terzo uomo, e ordinate il "7.
Una meraviglia elettrica.

domenica 18 aprile 2010

Record store day: Them Crooked Vultures

Il 20 aprile arriva anche in Italia ( Dalle nostre parti si dice: Con il carretto della ghiaia ) il 10" dei Them Crooked Vultures presentato per il Record store day dal titolo Mind eraser, no chaser. Si narra contenga tre brani tratti da una strepitosa live performance in quel di Sidney. Roba da fan, roba per me insomma.


domenica 28 marzo 2010

Anteprima streaming del nuovo Morlocks



Aria fresca?

sabato 19 dicembre 2009

THE MOVEMENTS - The wolrd, the flesh and the devil [Alleycats records]


Premettendo che una copertina cosi, il formato vinilico l'avrebbe tramutata in opera d'arte, mi chiedo come mai la Alleycats non si dia una santa mossa e cacci fuori i soldi per promuovere queste band deliziose in formato 33 giri. Forse non sa che in giro ci sono pazzi come me o come voi che leggete quello che scrivo con sottobraccio una copia di rugoso e solido vinile, chissà. I Movements li conosciamo tutti ( vero?!), grandissima band Svedese dalle forti tinte sixties, o come si autodefiniscono " Influenzati da space-rock, psychedelia, punk, kraut e molto altro" praticamente tutto. Invece io oggi vi dico una cosa ben diversa, o meglio in parte diversa. In questo nuovo lavoro la psichedelia come al solito è presente a fiumi, ma è l'unica volta che mi capita di sentire una band Svedese con somatiche così Australiane. Si si avete capito bene e se non vi fidate ascoltate l'opener " How long is too long " sembrano i Vistors ( Che Dio li benica ) sotto trattamento LSD, e poi non ditemi che " Approximitly within 24 hours " non prende a piene mani dal repertorio Birdman, perchè divento furente. Il punk è qui adottato come collante per saldare per benino tutte le derive underground di cui " The World, the flesh and the devil " è stracolmo, che si parli di psichedelia pura o di garage-rock sopraffino. I Movements oggi, riescono a calcolare la giusta dose degli ingredienti con sorprendente sapienza dando vita ad un lavoro riuscitissimo sotto molti profili, uno su tutti la compattezza, e a giudicare dalle premesse non era così scontato. La profezia del terzo albo si è manifestata ancora una volta.


martedì 8 dicembre 2009

THE SETTING SON - Spring of hate [Bad afro]


Uno dei motivi per i quali considero il rock al pari di una religione, è rappresentato dal miracolo. Non fraintendetemi, i Setting Son non sono un miracolo ( o si?) mi riferisco piuttosto alla provvidenza rock, capace di presentarsi nel momento del bisogno con in mano la soluzione. La soluzione ( per le mie sinapsi ) oggi si chiama Spring of hate, e me l'ha portata il fato, vestito da fata hippie con tanto di margherite splendenti tra le orecchie. Il secondo album della band nordica mette subito le cose in chiaro fin dalla sleeve, la quale sembra voler ribadire con forza due concetti: peace e ancora peace. Sebastian Kristiansen oggi è un artista maturato, capace di virare il suono del primo Self titled album, ancora fortemente ancorato alle dinamiche di genere , verso una psichedelia sognante ma mai snaturata dalla sua indole garage. Una prova compatta (12 traccie in 36 minuti ) capace di esordire con un singolo "Dreamy" come Soulmate ed inserire pezzi deliziosi come Spring of hate , Fool my heart e Obsession in un tracciato quasi etereo. Forse, Spring of hate è davvero la colonna sonora per l'ascesa verso un paradiso garage popolato da creature pacifiche.

giovedì 26 novembre 2009

REIGNING SOUND - Love and curses [In the red]


Penso alla In the red, a come abbia accolto tra le sue fila quel personaggio abrasivo che risponde al nome di Greg"Oblivian"Cartwright con esterma naturalezza. In effetti quello tra Greg e l'etichetta Californiana, ai miei occhi fu il più naturale tra i matrimoni già da "Time bomb high school" , questione di geni. Oggi però Greg ci stupisce tutti quanti ( Etichetta compresa?) sfoderando il gioiello maturo e coeso che non ti aspetti. Oggi troviamo le sue (Too much) guitar inumidite di dolce liquore sudista, speziate e cariche di pathos. Un mosto che conserva i sentori R&B e non li screma da nessun tipo di scoria garage-punk. Pensate ad una sorta di sixties-garage sound conservato e invecchiato in botti di rovere, una schicceria per buongustai e per tutti gli amanti di quel tepore che solo certo rock può ancora fregiarsi di possedere.

domenica 22 novembre 2009

THEM CROOKED VULTURES - Them Crooked Vultures [Interscope]


Sospetto ci sia dell' amicizia vera dietro la composizione di questo supergruppo, rafforzata da quella stima reciproca che raduna dietro un unico intento i più grandi secchioni in ogni settore, ovvero essere i migliori della stratosfera. Prima di tutto va detto che per sconfiggere le più grandi formazioni aliene in una ipotetica Battle of the bands spaziale, mancherebbe un membro fondamentale, Jack White (Aspetto con ansia una formazione Homme-Grohl-White, non me ne voglia Paul Jones). Detto questo, Them Crooked Vultures è un album che piacerà sicuramente a tutti i fan dei Queens of the stone age. Sostenute delle percussioni di Grohl le ritmiche desertiche di Homme a sprazzi fanno rivivere l'atmosfera delle regine che furono, amalgamandosi sovente con certi vocalizzi glam, memori dell' esperienza con le aquile del death metal (Mind Eraser, No Chaser ). Them Crooked Vultures risulta un albo fortemente Homme-influenced, traghettato e "bombato" dalla batteria impeccabile del leader dei Foo Fighters, e dotato di pezzi come Elephants, vera corsa ad ostacoli per funamboli della chitarra che sfocia in pura indolenza Stonage notturna. Solido in ogni suo aspetto, questo esordio mostra persino una certa duttilità a livello ritmico, basti pensare a pezzi come Gunman , che io ballerei in pista come poche altre canzoni in questo 2009. Resta dunque solo la curiosità di quello che potrebbe, come sopra citato, essere questa superband con una seconda voce nel coro, un'altra mente portante, entrambe coadiuvate dalle bastonate di Dave, e di chi parlo l'avete capito.

mercoledì 7 ottobre 2009

DEAD WEATHER - Horehound [Third man]


Ok, è un bell'album. Ma per qualcuno potrebbe anche essere un album sui generi, quante visioni si possono avere su questa prova? Dite Crome cranks? giusto un velo di nebbia, direi piuttosto una valanga di blues notturno, questo si. Il fatto è che alla lunga risulta solido, ed è la sua miglior qualità. White forse è veramente il miglior Compositore ( Revivalista ) del decennio, e aggiungerei anche il miglior estetista rock a giudicare da chi si attornia per coniare le proprie opere, sia Meg, la Mosshart o Brendan Benson . Qui suona la batteria, ma il suo stile aleggia e permea tutta l'opera, cesellata finemente dalla voce di Allison (Kills). Vedete, il bello dei combo assemblati dal nostro è proprio quello di riuscire a non snaturarsi mai dalla propria concezione di rock primigenio, basato sul chitarrismo più o meno hard. Tutto questo rende possibile la solidità di cui sopra. Ancora un ottimo lavoro Jack.

venerdì 2 ottobre 2009

ALICE IN CHAINS - Black gives way to blue [Virgin]


Non so quanti di voi conoscessero gli Awareness Void of Chaos nè posso immaginare quanti punk posseggano qualcosa dei Neon Christ di William DuVall, ma vi posso garantire che questo ragazzo è a tutti gli effetti la reincarnazione di Leyne Staley. Poi c'è quella volpe di Jerry ( Cantrell , chitarrista storico della band ) il quale, ha aspettato parsimonioso il momento propizio per sdoganare il suo nuovo pupillo e amico, qualcosa che sa di resurrezione misto frankenstein, ma che funziona. "Black gives way to blue" si presenta come un album degli Alice in chains a tutti gli effetti, stessa malsana aura, stesso fetore, stesso tiro. Diffidate quindi da detrattori e puristi Stanleyani che non perderanno l'occasione per declassare il tutto a mero revivalismo. Apre con le parole "Hope, a new beginning, Time, time to start living" e rimane costantemente in bilico tra speranza e desolazione, dolore e salvezza invocata con la forza di chi la speranza non l'ha persa neanche dopo aver fatto i conti con la morte. Un riff Cantrelliano fino all' osso (Dovrebbe avere un brevetto per questo) ammorba tutta "Check my brain" per poi sfociare melodico come non mai, "A looking ina view" incrocia Dirt con la malattia dell' ultimo albo selftiled o Tripod, comunque lo vogliate chiamare, issando le chitarre come vessilli e barcamenandosi attraverso funeste atmosfere palustri. Mi stavo chiedendo, e lo chiedo anche a voi, non trovate che il clima finanziario, politico, ambientale si presti particolarmente ad un ritorno in pompa magna degli Alice? e se fosse l'inizio di una nuova era grunge, ammesso che questo termine voglia effettivamente dire qualcosa? Maestri.

lunedì 14 settembre 2009

BABY WOODROSE - Baby Woodrose [Bad Afro]


Lorenzo Woodrose è ormai una costante di cui abbiamo infinito bisogno. Si, risulta del tutto evidente che la stagione musicale in corso assomigli molto più ad una secca che alla valle dell' abbondanza, ma siamo fortunati, spesso ci saziamo grazie alle goccie di rugiada rimaste nell' ampolla di pochi eletti. Uno di questi è Proprio Lorenzo, accompagnato dagli altri Woodrose s'intende. Diverso dal precendende Chasing Rainbows, deliziosamente psichedelico, il nuovo albo della band Danese mantiene si la propria identità visionaria, a volte al limite della melanconia, sposandosi però in diversi episodi con robuste incursioni appartenenti alle dinamiche barbare del sixties garage-punk. Bastano i primi cinque secondi Fuzz dell' opener "Fortune teller" per capire come strutturalmente qualcosa si sia mosso. Non si può dire lo stesso per le liriche, sempre sognanti e lisergiche, come durante quel " Talking about love" seccamente intonato da Lorenzo, ritornello manifesto di tutta l'opera Woodrose. "Take it" alza ulteriormente il tiro ( Amici qui siamo in pieno ambito garage punk con tanto di urlo cavernicolo, non ci sono storie ) decretando con ufficiosità le nuove varianti sul tema, rendendo il Progetto Baby Woodrose una macchina psichedelica perfetta. Il nuovo lavoro rappresenta in buona forma proprio questo, un equilibrio ginnico tra urgenza e misticismo, qualcosa che può essere solo dettato dalla maturità di musicisti che da anni lottano nell' underground più sordido. Equilibrio reso possibile da pezzi come "Countdown to breakdown" , malinconica e struggente ballata da giorno del giudizio o "Open up your heart" , il pezzo che maggiormente si avvicina alle sonorità del precedente albo. Una prova di solidità impressionante che conferma la presenza dei nostri nell' olimpo dei grandi della nostra era.

sabato 11 luglio 2009

"DEMONS" - Ace in the hole [Alaska productions]

Amo i "Demons" dall' ep del 1997, si quello che conteneva Electrocute, recentemente coverizzata dagli Hellacopters nel loro ultimo albo, ricordate? Spero di si. Cardini dello Svedish rock sono quanto di più gradito in un anno, il 2009, veramente avaro di gioie, Small Jackets e Nashville Pussy permettendo. Ace in the hole è come svegliarsi una mattina d'estate dopo la sbronza della sera precedente, quella sotto il diluvio e scoprire che in cielo non c'è una nuvola, e il vento fresco fa da preambolo ad una giornata vissuta intensamente, in Svezia, aspettando la notte per combinarne ancora di ogni nella patria del rock nel nuovo millennio. Il nuovo lavoro è maturo e fiero, meno diretto dello strepitoso esordio Riot Salvation ma caldo, e pieno di soluzioni, ascoltare per credere l'organo di "My bleeding Heart". Esalta la tradizione boogie nordica in "Let Bygones Be Byebyes" e morde punk come non mai in "The fall guy". Ossigeno puro.
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