sabato 20 ottobre 2007

Crass / Stations of the Crass

Quando tanti anni fa entrai in possesso di best before , lo feci spontaneamente, senza una particolare conoscenza nè dei Crass nè di quello che avrebbe comportato quest' abbuffata di nero, un nero goliardico e strafottente. Ero solo un cucciolo punk nella grande Parigi, che ai mei occhi nichilisti risultava poco più di un ammasso multietnico rozzo e di cattivo gusto. Forse è anche per questo che scrissi all' ultimo piano della Tour Eiffel che non ne potevo più della loro merdosa città. Fù una sorta di abbraccio mistico con il nocciolo della questione, la questione che stavo cercando era rappresentata dal senso delle cose. Perlomeno i Crass mi strinsero a loro come una madre sincera e mai bugiarda, o forse fui proprio io che vidi nelle loro gesta qualcosa da amare. Di fronte; un mondo che volevo scorticare con le unghie delle mani e dei piedi, nel cuore; la rabbia dell' incoscienza adolescenziale, la più pura. Stations of the crass è il più grande disco punk di tutti i tempi. La sua forma non è usuale, nasce spontaneamente come una costruzione musical-dadaista, basata sul parlato e sullo sputato, ma trae vigore dal dolore, dall'orrore e dai crimini continui a cui la società ci sottopone ogni giorno, Stations of the crass rappresenta la stessa emozione che si prova nello sputare sullo schermo del vostro televisore al plasma durante il Tg di Emilio Fede. Una serie infinita di filastrocche disperatamente esposte a perdifiato, pronte a incanalarsi per comporre il bignami dell' irriverenza. E' il punk che si presenta. I Crass sono anarchici e pacifisti, vivono in una comune e non fanno prigionieri, neppure nei loro simili. La frase " Well the name is Crass, not Clash" tratta da: " White Punks On Hope " mette in chiaro le cose, e oltre a dichiarare il credo anarchico della band, rappresenta l' inno punk mai andato in classifica più rilevante di tutti i tempi. Nella strepitosa " Darling " i nostri si fanno beffe dell' intoccabile aura eroica, e di tutto il mondo che ruota attorno alla parola " Eroe" , ridacchiano frasi come " Hello hero, hero hello. Hello hero, Hello hello!!!" fanno dispetti mentre raccontano la cloaca mondiale. Dai forza, sradicate immediatamente dal vostro stereo, il comparto adibito ai cd, prendete quella copia ingiallita di Sandinista! ( tanto lo conoscete a memoria ) lanciatela dalla finestra e ficcateci Stations of the crass. Forse scoprirete di essere veramente punk.

3 commenti:

Anonimo ha detto...

CRASS NOT CLASH yo!!! paso

federico ha detto...

Rileggerò questo classico, con molto gusto.

Alessandro ha detto...

Tutto d'un fiato mi raccomando!

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