sabato 2 agosto 2008

Supersexyboy 1986 / Royal peacocks [ Zodiac Killers ]

Per uno come me, uno che si è fatto spedire il vinile limitato ed autografato dai Mudlarks , bhe viene del tutto spontaneo approcciare alla nuova creatura di Ale e Matteo, Super sexy boy 1986 , con sana curiosità. Del resto scambiando qualche battuta con Matteo ( Batteria ), prima di aver ascoltato l' albo, emersero con gioia quelle passioni musicali capaci di introdurre al meglio ogni intento, conoscete i Nervous eaters ? Ecco. Nove pezzi per spiegare come la spinta hard di qualià, si possa insinuare tra le lenzuola garage senza sgualcirle. " Under my car " parte come un calcio nel sedere " Mojomatico " e prosegue con vera baldanza alla Malibu, Biff Malibu. Tante le influenze punk, dai Dead boys agli Heartbreakers , che cristallizzano per emergere in " The news " un' implosione di Teengenerate e Nervous eaters da crash test alcolico. In sostanza, da questi pezzi si evincono le premesse per un tour stracolmo di testosterone, e posso garantirvi che io sarò pronto a seguirne le gesta live, e voi? Voi sarete pronti a sostenere questa band, ne sono certo.

lunedì 21 luglio 2008

Red flash, presentatore e critico musicale.

Guardate questo.
In effetti, ripensandoci, non è male. Non è male chiamare ad " Help " ( Mai sentito titolo più sciatto per una trasmissione a sfondo musicale ) i Fleshtones , vera e propria gloria Newyorkese del revival garage, ( ma non solo ) ed esordire con: " Where do you come? Wich town? " e trattarli come una band emergente da quattro soldi. Non è male prendersela con il farfisa ( Mentre il leader, Peter Zaremba, timidamente come è nel suo carattere, sottolinea essere Italiano, sussurrandolo con orgoglio ) evidenziandone il grado di sporcizia e di usura, salvo concludere con un : " Si si va bene .." dopo una precisazione di Zaremba : " It's nice " . Non è male, da parte del rosso presentatore, sottolineare a termine dalla prima canzone, un' influenza " Beatlesiana ", alla quale Peter , risponde con un interrogativo: " In this song.. " , e credo tanto che avesse voluto dire : " In this song... maybe" o " Only in this song..maybe" . Perchè, onestamente parlando, i fleshtones hanno altre influenze. Ma lui è così, parlo di Red , deve mettere la sua eiaculatoria passione per i caschetti Inglesi ovunque. Temo anche non abbia mai sentito altro in vita sua. Dunque non è male che Help sia terminato, con buona pace di tutti gli amanti del rock, anche dei Fleshtones..maybe.

venerdì 11 luglio 2008

Morlocks / Emerge [ Area pirata records ]

Per importanza storica, a mio modo di vedere, questa ristampa rappresenta " l' avvenimento del 2008 ". Anche perchè seguita da un bel tour ( Per quanto riguarda la tappa Italiana di Cesena, potete trovarne ampio resoconto impreziosito da foto e video qui ). I Morlocks per chi non li conoscesse sono la band di Leighton Koizumi vero e proprio sopravvissuto della scena garage anni 80 ( Non sono certo una novità le leggende sulla sua presunta morte.. ) , già con i Gravedigger v ( Allora solo quindicenne, ma premiato immediatamente con un albo su Voxx da quella volpe di Greg Shaw , pace all' anima sua) il Nippo Californiano visse, e vive ancora, la sua perenne fase adolescenziale come un viaggio di sola andata verso l' isola dell' eccesso più sfrenato, giungendo al progetto Morlocks per dare un seguito alle cacofonie espresse dal suo precedente gruppo di scavafosse. Il risultato è qualcosa di ancora più estremo, un Ultragaragepunk sporco e carico di testosterone, che fece impallidire all' epoca e continua a farlo tutt' ora. " By my side " come"In the cellar " o" Born loser " non sono altro che classici passati sotto il trochio di Leighton e delle sue bestie. Area pirata ristampa oggi l' album sia in vinile ( verde a edizione limitata a 500 copie ) che in Cd digipack con booklet arricchito da foto e flyers dell'epoca inediti. Se me lo avessero detto anno scorso non ci avrei creduto, procuratevene una copia. A tutti i costi.

martedì 1 luglio 2008

Turbonegra - L'ass cobra [Wolverine records]

Rispondono al nome di: Lil' Hank (Vocals) Ms. Rebellion ( Giutar) Ms. Summers ( Drums) Happy-E (Bass) e incredibile ma vero Demanda P.Pomparius ( Keys,tambo,vocals) e sono la cover band Losangelina all female "Ufficiale"(?) degli immensi Turbonegro. L'ass cobra risulta quindi una summa dei pezzi più tosti dei TRBNGR rielaborati in chiave femminile, ci sono proprio tutti, dalla leggendaria "The age of Pamparius" fino alle cose nuove come l'opener "All my friends are dead" . Ho però un dubbio atroce, vista la presenza della mascolina "Erection", anche loro in sede live adotteranno l'intro del frontman dei Turbonegro? Fischione annesso? Chi ne sa qualcosa è pregato di farmelo sapere. Utile se vi è andata a fuoco tutta la collezione degli originali, che dovreste conservare in una teca ignifuga, idrorepellente e a prova di atomica.

mercoledì 11 giugno 2008

Morlocks / Easy listening for the underachiever [ Go down records ]

Un disco tutto nuovo, dei Morlocks. Se avessi vinto alla lotteria sarei stato meno contento, sono sincero. Non è per i soldi, a chi importa dei soldi? Chi ascolta i Morlocks non ha soldi, e neanche li vuole. Il fatto è che tutte le volte che prendo in mano il disco ( Vinile colorato di rosso, stampa limitata a 500 copie , esatto, come per la ristampa di Emerge ) il mio pensiero corre inevitabilmente a quella sera. Non sono per nulla mondano, e la maggior parte dei concerti mi annoiano, mi deludono, e poi mi stufo facilmente delle spacconate degli artisti contemporanei. Credo però, che per ottenere uno show degno di ciò che rappresenta, bisogna spingersi oltre, essere fantasiosi, ma soprattutto umiliarsi fino al midollo. Quella sera vidi i Morlocks partire proprio con tre pezzi di questo sfavillante nuovo albo, e tutto mi sembrò naturale, molto più naturale del solito. Insomma quante band propongono i pezzi nuovi a inizio concerto? tante , forse tutte. In questo caso però l'evoluzione del suono sembrò così naturale, da giustificare i tanti anni d'attesa. Chiariamoci subito, e lo dico per quelli che pensano che i nuovi Morlocks siano virati verso "un rock americano più radiofonico" ( Non ci crederete ma qualcuno l'ha detto veramente ), questa nuova reincarnazione della band di Koizumi è altamente tellurica. C'è il garage certo, ma è trattato con i fulmini. Il titolo dell' albo ( Semplici ascolti per lavativi ) la dice lunga sul perchè l'attesa sia stata così spasmodica, ma non spiega perchè Leighton sia stato dato più volte per morto, peccato. Dirty red, Sex panther e Teenage head valgono da sole il prezzo del disco e rimettono in pista una band data per defunta. Una leggenda che ritorna.

domenica 20 aprile 2008

Re dinamite / Re dinamite [ Go down records ]

Posso dire, di non essere un ascoltatore particolarmente
impressionabile dalle cafonerie attitudinali che questi Re dinamite spargono ben bene in ogni cosa che li riguarda, devo aggiungere però che oggi come non mai, in Italia, qualche tamarro pronto a sparare riff come un idrante rotto possa solo migliorare la situazione. Questi in particolare mi sembrano perfetti per il ruolo destinatogli.Vengono da Treviso, si presentano come: Vanny r'n'r ( Chitarra ) King Ricky ( Batteria ) e The Zmudah ( Basso e voce ) e promettono guerra alle buone maniere. Affini ad un sound high energy rock'n'roll di band come gli Zen Guerrilla , dimostrano nel loro omonimo albo di possedere un' estetica hard classica polimerizzata con vero amore stoner desertico, insomma gli ascolti di Kyuss e Fu manchu si sentono, e anche quel bubbone da Lemmy Motorhead che li infastidice tanto, difficilmente se ne andrà andando avanti di questo passo. Copertina che più tamarra non si può, speriamo raschino via dalle radio un pò della sbobba inerte che ci tocca subire al lavoro, quando nessuno si è preso la briga di farsi un cd da casa.

martedì 1 aprile 2008

Dirtbombs / We have you surrounded [ In the red ]

Genio non lo è, neanche lo diventerà. Scartate anche la missione " Da Vinci " tanto neanche riesumare lo spirito dell' uomo " D' ingegno " potrebbe fare nulla per Mick Collins. Quindi basta con sta storia della fusione di stili. Non corrisponde a verità la diceria secondo la quale, se un pierino qualsiasi ( Cosa che Mick non è ) polimerizza Bo Diddley con Iggy Pop bisogna necessariamente farlo Papa. Poi vi immaginate che faccia? Un mulatto dal fisico tirato a stecca che se ne va in giro arrapato come un diciassettenne, per i bordelli più rinomati di Detroit, spacciandosi per " The Originator "? Rischia grosso. Questo per per quanto riguarda " Gli intenti ". Poi è chiaro che Mick, fin dai tempi dei Gories ci manda giù di testa con il suo rock, ma accade solo perchè egli risponde continuamente " Presente!" alle sue continue pulsioni da annoiato urbano. Niente di geniale, solo cavernicoli echi che rimbombano nella mente del Collins, sbattono i piedi, per poi eruttare passione. " We have you surrounded " forse in questo senso rappresenta il picco massimo. Personalmente, trovo nel raggio compositivo compreso tra "Ever lovin' man " e " Wrech my flow " il cuore dell' opera Dirtbombs graffiata 2008. Lasciate stare l' opener " It's not fun until they see you cry " , tanto non ha senso ( a meno che vi troviate rinchiusi in un' istituto psichiatrico mentre leggete questa recensione, e questo sarebbe lodevole da parte dei gestori dello stesso, la cultura innanzi tutto.) sbobinarsi la mente con gli stessi vagiti alienati prodotti dai barboni più teatrali della vostra città. Piuttosto ascoltate i cori " neri " di " Every lovin' man " mentre si prendono la responsabilità di impastare quella lametta punk Stoogesiana, della voce di Collins. Rhythm and blues & punk amici per la pelle. " Invisible " è un ragazzo di colore ai bordi di una strada buia, sotto all' unico lampione, mentre si fa beffe della città, ignaro e sprezzante del pericolo. " Sherlock holmes " ( Cover degli Sparks ) è il funerale del ragazzo. Dura la vita di città.

domenica 30 marzo 2008

St. Phillip's Escalator / Endless trip [ Living eye ]

Ok, Zachary Koch si è unito alle live performance dei Chesterfield Kings, Rhytm guitar & Keyboards e allora? Greg Prevost ( Sempre Chesterfield ) li produce e allora? Non è forse meraviglioso vivere in una grande famiglia garage, specie se poi i nipotini sono questi? Adoro questa scena. Detto ciò, ci tengo a precisare che questi St. Phillip's Escalators debuttano subito dopo aver inciampato ( uscendo ), nel gradino dell' aula di " Rock lessons ". Tutta una vita passata sul capitolo " Sixties ", paragrafo " Heavy sixties " di un libro probabilmnete scritto da Dickie Peterson , ti segna. Escono e esplodono. Lo fanno producendo una scia simile ad un' iride capace di evolversi a piacimento verso qualcosa di piu simile ad un fungo atomico. In " Endless trip " si sentono i kinks, vero. Ma vanno a braccetto con i Blue Cheer. Provate ad ascoltare " Cross the line " e ditemi voi se in tutta questa attitudine sixties non covi in realtà un fuoco seventies. Fiamme altissime e indomabili . La chocolate watch band drogata di Amboy dukes. Indolenti come punk all' ultimo stadio di sopportazione della realtà in " In through my head " e " Catching your back " , trovano sfogo nei loro riff piroclastici. Democrazia rock. Fantastico.

sabato 29 marzo 2008

Narcotics / All the purple pussies [ Teen sound ]

Sinceramente, questo " All the purple pussies " dei Bolognesi Narcotics , ero anche disposto a comprarlo a scatola chiusa, cosa che alla fine feci ( dopo l' ascolto di " Love has no time ", cover dei Miracle workers. Non prima ). Credo per colpa dell' impatto chitarristico asprigno e sincero. Oppure forse è stata colpa della copertina da elettroband d' avanguardia. Insomma avete mai visto una composizione di pixel più autoindulgente di questa? Non credo. Muddy George ( Voce e percussioni ) non è Mick Jagger e neanche lo vuole sembrare, gli viene spontaneo. Forse un' infanzia legato mani e piedi alla sedia, nastro adesivo sulla bocca e cuffie nelle orecchie, mentre sul piatto gira Exile on main street. Forse è il rock che si rigenera. Rimane il fatto che l' opener " All the purple pussies " è pura Stones attitude, e cristo se mi piace. Va detto però che la tavolozza dei cinque Bolognesi non propone solo " Rolling painting " tutt' altro. Incastonano in " Fuckin' shootin' star " un giro di chitarra Warsaw (Drawback) in un telaio garage classico ma personale , che da solo li manda al largo dell' isola della banalità. Fiorisce così la primavera garage che anima gli intenti della band, su cui troneggiano influenze eighties, Miracle workers su tutti, e che accompagnerà il disco rimanendo su buoni livelli fino alla fine. Io dico che vi piaceranno.

venerdì 21 marzo 2008

Ray Daytona & The Googoobombos / One eyed Jack [ 66Sixties ]

Ho passato almeno una settimana con " It's not that i don't like " e " Sick and tired " incastonati nel cervello. Mi sono poi ritrovato risucchiato da un vortice vocale, quello che ad ogni vagito di Rosie, bassista e voce occasionale della band, fa stringere i pugni, e digrignare i denti. Perchè fondamentalmente sono un punk, e quella voce è il punk del '77 che fa capolino, Bhu . Per uno come me poi, che sveniva per Siouxie, Cervenka e Poly Styrene, il massimo. Non sono stupito però, insomma Ray ci ha già abituato a questo, e nel nuovo albo " One eyed Jack " ( Quinto per la band Toscana ) sperimenta le sue pozioni surf anni sessanta, su tutte " Trouble pusher " con il punk appunto, quello vero. Non solo questo però, anche sferragliate di garage eplilettico come in " Backdoor baby " e tanta tanta Italica passione!. E' ora chiaro che si possa essere fieri del nostro" rumore ", fieri del riverbero fuzz, quello made in Italy. Un inferno di passione.

The Masonics / Royal & ancient [ Circle records ]

Dischi come questo, realtà come queste. Eccoli, i responsabili della mia enfatuazione costante verso ciò che comunemente chiameremo rock, ma che io chiamo, bisogno. Se conosceste Billy Childish, e io non lo conosco ma nella mia mente un' idea me la sono fatta, capireste che per mettere su un baraccone di relazioni interpersonali, band e attitudine selvaggia alla sua maniera, bisogna amare ciò che si fa. Altro che NME charts, mi son spiegato. Io vorrei vedere organizzato un Heineken Jammin festival, oppure un' altro di quei festivaloni riempi atollo di Mururoa con le seguenti band: Milkshake, Headcoats, The Delmonas ( Che nel mezzo della festa diventano le Headcoatees , come il bruco e la farfalla ) e appunto i Masonics. Perchè? Semplice, perchè sono un' ottimo esempio di come vada affrontata la materia rock. Amicizia, intensità e follia allo stato puro. Rock, insomma. I Masonics, per chi non lo sapesse , sono Mick Hampshire, bruce brand ( Milkshake, Headcoats ) e John Gibbs, sono Inglesi e " Royal & ancient " licenziato dalla circle records rappresenta il loro settimo albo. Una miscela ben dosata di sixties beat, garage californiano, e punk vocals in surf attitude. " Don't talk to me ", " I really don't care " e " Baby move closer to me " le perle di un lotto, capace di mantenere per tutta l' opera, intensità e ruvidezza. Maestri del genere.

sabato 15 marzo 2008

Toilet boys / Sex music [ Dead city records ]

La storia dei Toilet boys è la storia di una città, New York. Ecco, così avrei voluto cominciare il racconto, anche se in verità, la realtà è che i ragazzi toeletta sono quello che sarebbe stata New york, se si fosse ubicata nel bel mezzo di una sfigatissima campagna. Certamente sono e si sentono del tutto e per tutto Newyorkesi doc, e lo sono profondamente in un certo senso. Se ne accorse anche Debby Harry, che gli scelse per aprire gli show dei suoi Blondie agli albori della scena, rimanendone una fan sincera. Lo dimostra il fatto che la prima traccia dell' albo tale " Sex music " vede un intro nella quale la stessa Harry richiede un brano dei Toilet ad una radio locale. Puro supporting innamorato. Del resto questi ragazzi si fanno voler bene, se pensate che persino una band del tutto mainstream come i Red hot chili peppers se li è portati a spasso per il globo, adorandoli. A sette anni dall' ottimo " Toilet boys " licenziato dalla Masterplan, " Sex music " comprime ancora una volta su disco l' anima indomita della band. Un' entità in reggicalze tutta " New York dolls & Rock'n'roll glam ", dall' anima autonoma. Sentite il piglio di " Nothing to lose " e sballate con Miss Guy. Riaprite il CBGB'S per un attimo con " Carbona not glue " ( Ramones cover ) e ditemi se band cosi non meritano se non un successo deciso, almeno un seguito appassionato e presente. Ma oggi, 15 marzo 2008, il seguito e l' amore " di maniera " va verso altre scene , altra spazzatura, per cui se non altro, ascoltando i Toilet personalmente mi assale un orgoglio ed un rispetto genuino verso tutta la scena sommersa , che con ( forse ) inutile profitto continuo a portare avanti in questo semplice blog.

venerdì 7 marzo 2008

Lords of Altamont / The Altamont sin [ Easy action ]

Fate caso alla parola " Fast ". Presente in ben tre dei tredici titoli che compongono l' albo, racchiude in quattro lettere lo spirito di questi Lord tutti motocilcette e donne di pelle vestite. Veloce. Come la California, popolata di scattanti e mai immobili esemplari umani dotati di una spiccata mania di protagonismo ( troppi beach party e limbo challenge da spezzarsi la schiena per starsene nel letto ) . Come, Jack " The preacher " Cavaliere . Ex Untamed youth e organo dei Bomboras ( Si narra che all' arrivo del ardimentoso Jack negli ultimi, qualcuno abbia deciso di cambiare aria.. ) e capace di plasmare la creatura Altamont, a propria immagine e somiglianza. Oh bhe, in compagnia dell' amico Michael Davis ex MC5 e Johnny Devilla ( già con lui nei Bomboras) ma solo in compagnia, sia chiaro. " Altamont sin ", terza prova e prima per l'etichetta Easy Action è un vero collage di influenze rock amalgamate ad un composto garage che dona loro identità. Un pò quello che fanno da McDonald's ma con molto più mestiere e passione. Non rendo l' idea? Ok, la loro intro è nientemeno che " No love lost " dei Joy Division frullata in un vecchio moulinex con fulmini, riverberi e un lime. Va già meglio vero?. In buona forma lo starter esplode il suo colpo, i motori rombano, " Faded black " e " Gods & monsters " hanno una gran voglia di mandare nel burrone la vettura avversaria a suon di garage-punk. Riuscendoci. I nostri poi guidano un sidecar truccato con ogni sorta di libidine da meccanico. In " A gun called justice " mostrano la carrozzeria aerografata Cramps con sorriso sprezzante ed ignaro. In " Living hell " lasciano le mani dal volante e si propongono in una mostra della propria fisicità degna solo del signor Iggy Pop. Chiudono con " Don' t slander me " di Rocky Ericsson.
Sento ancora la puzza di pneumatico bruciato.

sabato 1 marzo 2008

Bloodlights / Bloodlights [ Mate in germany ]

Nelle sue parole, riconosco la voglia matta di tornare ad incendiare i palchi di mezza europa, dopo la dipartita dei Gluecifer. Nella prima prova dei suoi Bloodlights c'è tutta l' adrenalina per mettere su un altro show, e divertirsi ancora come dei matti. Ma qualcuno mi deve spiegare perchè Captain Spoon abbia avuto tutta questa fretta. Insomma per dirla tutta, dimenticate i Gluecifer, e Biff Malibu' ( Che Dio ti benedica ) , pensate piuttosto ad un Punk'n' roll spesso irrobustito da chitarre heavy come da coretti melodiosi, in pratica, una barba mortale. L'opener " Where the stars don't shine " forse il miglior pezzo del lotto, risce a mantenere il tiro alto senza slegarsi troppo, anche se risulta inevitabile un immediato appunto sulla mancanza lampante di personalità e d' impatto, che per questa tipologia di rock sono tutto, comunque tranquilli le cose peggiorano. Si riparte con il riff addormentato di " Bloodlights " vagamente?! Stone age , dritti verso un ritornello melenso che non porta da nessuna parte se non sotto le coperte. E pensare che con le note iniziali di " Addiction " mi è sembrato quasi di intravedere una bolla d' aria, in realtà era uno spartito Motorhead, farcito da melodia punk scaduta da qualche giorno. Il disco, ve lo dico in amicizia, non decollerà mai, e io potrei continuare a parlarvi di quanto sia scontata questa roba. Ma non lo farò, me lo ha chiesto in sogno un certo Biff Malibù.
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